Gennaio-settembre 2016: export positivo

pubblicata il 19.12.2016
Primi dati provvisori sull’andamento delle esportazioni nell’anno corrente: + 1,8% rispetto al 2015 per la provincia di Ancona; regione Marche + 5,2%. Si segnalano il dinamismo del comparto del legno e della carta, dei mezzi di trasporto e degli strumenti musicali.

Per Giorgio Cataldi, Presidente della Camera di Commercio di Ancona: “I dati ci sembrano molto interessanti e ci confermano che possiamo fare ancora molto in termini di assistenza alle imprese, visto che l’internazionalizzazione rimane uno dei nostri obiettivi strategici del triennio. Infatti con la nostra Azienda Speciale Marchet assistiamo e affianchiamo le imprese nel processo di internazionalizzazione sotto vari punti di vista: dall’assistenza informativa, alla formazione di manager all’organizzazione di incontri b2b come l’incoming di questi giorni dove abbiamo accompagnato bauyer del contract dal Qatar, Libano, Arabia Saudita e Algeria in visita presso imprese locali per vendere in nuovi mercati.”

I dati provvisori del commercio estero relativi ai primi nove mesi del 2016 diffusi oggi dall’ISTAT rilevano un valore delle esportazioni della provincia di Ancona di 2.782,3 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo del 2015 le esportazioni provinciali risultano in crescita di +1,8%, un andamento migliore di quello medio italiano, dato che le esportazioni del Paese hanno fatto rilevare un incremento di +0.5%, mentre il confronto con il trend delle Marche è favorevole al contesto regionale, che rileva un incremento delle vendite all’estero di +5,2%.
Il quadro marchigiano si completa con un trend positivo per la provincia di Ascoli Piceno (+25,2%), con la stazionarietà di Pesaro e Urbino e di Macerata, quest’ultima solo debolmente negativa in realtà (-0,1%), mentre l’andamento è sfavorevole per la provincia di Fermo (-3,7%).
Il commercio estero nel periodo gennaio-settembre del 2016 (dati assoluti in euro e variazione tendenziale*)
La componente principale delle esportazioni della provincia di Ancona è come sempre data dalle esportazioni dei prodotti delle attività manifatturiere (pari al 98,4% delle esportazioni doriche nel periodo considerato), che nel periodo in esame fanno rilevare lo stesso incremento tendenziale delle esportazioni provinciali totali (+1,8%).
Nell’ambito delle esportazioni dei prodotti delle attività manifatturiere della provincia di Ancona i contributi maggiori all’incremento delle esportazioni del settore sono giunti dai comparti del legno e prodotti in legno; carta e stampa, con vendite all’estero per un  valore di 247,7 milioni di euro e una crescita tendenziale di +14,8%, dai macchinari e apparecchi nca (701,5 milioni di euro e un incremento tendenziale di +4,1%), dai mezzi di trasporto (69,1 milioni di euro, +21,5%), e dagli articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (169,4 milioni di euro, +7,6%), e anche dai prodotti delle altre attività manifatturiere (117,2 milioni di euro, +10,2%), comparto composito quest’ultimo, al cui interno si segnala il particolare rilievo nel periodo gennaio-settembre 2016 del contributo positivo degli strumenti musicali, in crescita del +30,4% rispetto allo stesso periodo del 2015.
L’andamento delle esportazioni manifatturiere è stato invece frenato maggiormente dall’export di coke e prodotti petroliferi raffinati (63 milioni di euro, -31,1%) e dalla contrazione degli apparecchi elettrici (605,1 milioni di euro, -2,7%).
Esaminando l’andamento delle importazioni, si osserva un trend negativo rispetto ai primi nove mesi del 2015 sia per l’Italia (-2,9%), sia per le Marche (-3,2%), sia, e in misura molto più accentuata, per la provincia di Ancona (-13,0%).  
Con riferimento alla provincia dorica, tale andamento è risultato largamente determinato in particolare sia dal contributo negativo legato al decremento molto consistente del valore degli acquisti dall’estero di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, che hanno perso il 27% del valore e si attestano a 646,8 milioni di euro (si tratta quasi esclusivamente di petrolio greggio ), sia dalla contrazione del valore delle importazioni di prodotti delle attività manifatturiere, per le quali il decremento tendenziale è pari a -2,2% e le porta a 1.284,4 milioni di euro.
Con riferimento alle importazioni del settore manifatturiero, spicca in particolare il contributo negativo del coke e prodotti petroliferi raffinati, che hanno perso in valore circa 70 milioni di euro, pari a un decremento tendenziale di -57,7%. Tra i maggiori contributi positivi che hanno frenato il calo delle importazioni manifatturiere si annovera l’incremento tendenziale delle importazioni di apparecchi elettrici, saliti a 285,9 milioni di euro (+9,2% rispetto allo stesso periodo del 2015) e dei mezzi di trasporto (90,4 milioni di euro, +33,3%). Di rilievo anche l’apporto fornito da macchinari e apparecchi nca (116,2 milioni di euro, +14,9%).
La principale meta di destinazione delle esportazioni doriche si conferma essere il Vecchio Continente (1.902,9 milioni di euro, 68,4% delle esportazioni totali), in particolare verso i paesi dell’Unione Europea si sono dirette il 57,4% delle esportazioni provinciali, con un incremento tendenziale di +1,4%, mentre i paesi europei non aderenti alla UE, tutti assieme considerati, hanno aggregato 305,3 milioni di euro di prodotti provenienti dalla provincia, valore che risulta in diminuzione del -8,8%.
Valori superiori ai 100 milioni di euro di esportazioni sono andate verso l’America settentrionale (188,7 milioni di euro, -3,5%), verso l’Africa (158,4 milioni di euro, +26,8%), verso l’Asia Orientale (176,6 milioni di euro, +9,6%) e il Medio Oriente (147,9 milioni di euro, -10,3%). Per le rimanenti aree geografiche si osservano contrazioni  per l’Oceania e altri territori, appena 33,2 milioni di euro (-6,8%), mentre è favorevole il trend per l’America centro-meridionale (85,9 milioni di euro, +26,1%) e per l’Asia centrale (88,6 milioni di euro, +25,2%).
L’Europa si conferma essere il primo mercato anche con riferimento al versante delle importazioni: nel periodo gennaio-settembre di quest’anno infatti dall’Europa risultano provenire prodotti per un valore di 1.095,3 milioni di euro, in incremento rispetto allo stesso periodo del 2015 del +2,5%. In questo caso tuttavia l’Unione Europea rappresenta il 44,8% delle importazioni provinciali (877,7 milioni di euro) e il trend risulta essere negativo per -2,9%, diversamente dalle importazioni provenienti dagli altri paesi europei non appartenenti alla UE, per i quali, nel complesso, con 217,6 milioni di euro risulta un incremento tendenziale di +32,1%.
Tra le altre aree geografiche spiccano nei primi nove mesi di quest’anno per rilevanza il Medio Oriente (370,3 milioni di euro, in consistente calo, -35,8%), l’Asia orientale (237,8 milioni di euro, +1,1%) e l’Africa (182,3 milioni di euro, -35,2%).