Hong Kong: partner commerciale e strategico

pubblicata il 27.09.2016
Hong Kong è riconosciuta da più di 20 anni come l’economia più libera al mondo (Rapporto Heritage Foundation dati 2015) e come fondamentale centro finanziario, economico e commerciale.

Nonostante la sua limitata estensione geografica, si qualifica come undicesima economia al mondo. Dal 1997 Hong Kong è diventata Regione Amministrativa a Statuto Speciale della Repubblica Popolare Cinese e continua a godere di un elevato livello di autonomia dalla Cina Continentale pur essendo fortemente legata alla "mainland", secondo il principio “un paese, due sistemi”.

Per comprendere quali siano i vantaggi del mercato di Hong Kong, si analizzano di seguito tre fattori principali che lo rendono partner strategico per la Cina e il Sud-Est asiatico.

Un’economia vivace e moderna

Nel 2015 Hong Kong si è confermata per il ventunesimo anno consecutivo l’economia con il maggior grado di libertà e quindi apertura al mondo. Questo si combina ad un basso livello di tassazione (16,5% sui profitti, 15% imposte individuali), certezza del diritto, trasparenza e indipendenza del sistema giudiziario, rendendo Hong Kong un ambiente ideale per lo sviluppo delle attività commerciali e degli investimenti. Nel 2015 si è registrato un tasso di crescita annuale del 2,4%, un tasso di disoccupazione minimo (3,4%) e il volume delle riesportazioni ha raggiunto circa 456 miliardi di dollari US, contando per più del 98% delle esportazioni totali e confermando così la straordinaria importanza di Hong Kong tra i principali hub dell’intero continente asiatico. Infatti, l’assenza di dazi all’importazione per la maggior parte delle merci fa di Hong Kong un’ottima destinazione per prodotti da tutto il mondo, sia per aziende interessate al mercato interno che per quelle che ambiscono a espandersi nel mercato asiatico usufruendo dei Free Trade Agreements (FTA).

Assenza di dazi e accordi di libero scambio

Sono molti gli accordi che garantiscono a Hong Kong rapporti commerciali privilegiati con numerosi paesi asiatici e non.

Nel 2004 è stato avviato tra Hong Kong e la Cina Continentale un processo di liberalizzazione chiamato CEPA (Closer Economic Partnership Arrangement), con l’obiettivo di eliminare dazi su alcuni prodotti e liberalizzare alcuni settori di attività. Nel 2013 è stato firmato il Supplemento X del CEPA al quale è seguita nel 2015 l’entrata in vigore dell’accordo che stabilisce la liberalizzazione del commercio dei servizi tra Hong Kong e Guangdong. L’ultimo aggiornamento risale al 27 novembre 2015, quando è stato sottoscritto l’accordo (entrato in vigore quest’anno) per estendere la liberalizzazione del commercio dei servizi a tutto il territorio della Cina Continentale.

Hong Kong ha anche firmato accordi di libero scambio con Nuova Zelanda, paesi della European Free Trade Association (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera) e Cile; sta inoltre negoziando un FTA con i paesi ASEAN.

Il Governo di Hong Kong ha siglato numerosi Double Taxation Agreement (DTA) con diversi paesi tra cui l’Italia. Nello specifico per effetto dell’accordo entrato in vigore quest’anno, Hong Kong non è più considerato paese blacklist dallo Stato italiano (con riferimento alla normativa sulle Società Controllate Estere e alla deducibilità dei costi). Il 22 agosto 2016 è stato inoltre pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale che vede Hong Kong tra i paesi della cosiddetta “White List”, ovvero la lista di paesi con cui si assicura uno scambio di informazioni adeguato e trasparente.

Posizione strategica nella regione asiatica

Da sempre Hong Kong rappresenta uno dei principali centri economici della regione asiatica e una porta di accesso privilegiata verso la Cina Continentale e l’area Sud-Est asiatica. Per questa ragione moltissime società straniere (tra cui centinaia di italiane) hanno scelto di stabilire il proprio quartier generale per l’Asia proprio a Hong Kong.

Hong Kong ha sviluppato una delle reti infrastrutturali più efficienti al mondo, che contribuisce alla rapidità negli spostamenti di merci e individui, favorendo un mercato dinamico e in continua evoluzione. Il porto mercantile è al quarto posto a livello mondiale (dopo Shanghai, Singapore, Shenzhen) e al terzo posto in Asia in termini di traffico di container. L’aeroporto Internazionale di Hong Kong, servito da oltre 100 compagnie che operano circa 900 voli giornalieri, è uno dei principali della regione, il terzo più trafficato al mondo in termini di passeggeri (circa 69,1 milioni a gennaio 2016, in crescita del 9,1% rispetto all’anno precedente)  e al primo posto per volume di traffico smistato.

Hong Kong è inoltre sede di più di 300 conferenze e fiere all’anno, attirando operatori da tutto il mondo.

Questi sono dunque tre dei fattori che rendono Hong Kong il luogo ideale per entrare sul mercato asiatico e principale canale di ingresso per la Cina Continentale:

1 - economia vivace e in crescita

2 - prodotti più competitivi grazie a bassi, o addirittura assenti, dazi doganali

3 - posizione geografica e infrastrutture che la rendono molto competitivi

Tuttavia, questi sono solo tre dei motivi per cui considerare Hong Kong tra i mercati verso cui esportare.

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