Fondi strutturali europei: focus Bulgaria, Croazia, Romania, Slovenia e Ungheria

pubblicata il 18.01.2016
Fondi strutturali
Pubblichiamo le relazioni presentate dai relatori dell’ICE durante il seminario dedicato ai Fondi Strutturali e di Investimento europei svoltosi giovedì 4 febbraio 2016.

Dedicato ai Fondi Strutturali e di Investimento Europei, l’incontro svoltosi giovedì 4 febbraio presso la Loggia dei Mercanti di Ancona, organizzato dal Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio, dalla Camera di Commercio di Ancona e la sua azienda Speciale Marchet in collaborazione con l’Agenzia per la promozione all'estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – ICE.

L'incontro, moderato dal Segretario Generale dell'Ente camerale Michele De Vita, è stato aperto dagli interventi di Giorgio Cataldi, Presidente della Camera di Commercio di Ancona, Rodolfo Giampieri, Presidente del Forum delle Camere di Commercio dell'Adriatico e dello Ionio, Giulio Mulas, Dirigente Ufficio Partenariato Industriale e Rapporti con OO.II. - ICE Roma.

In seguito al quadro generale sul funzionamento del fondi strutturali europei, con particolare riferimento ai POR Marche FESR e FSE 2014-2020, presentato dal dirigente Mauro Terzoni della Regione Marche, hanno fornito la presentazione dei Paesi e le opportunità di investimento i direttori e i responsabili Desk dei Fondi Strutturali degli Uffici ICE di Bulgaria, Croazia, Romania, Slovenia e Ungheria.

Dai  dati ISTAT (elaborazione CCIAA di Ancona) import-export dell’anno 2014 si evince una certa propensione verso questa macroarea  che rappresenta il 5% delle esportazioni totali della Regione Marche (620,7 milioni di euro), analoga alla quota per l’Italia (4,6%). Per entrambi i territori, il settore che prevale nettamente è quello manifatturiero, in particolare  per le Marche il sistema moda conta per il 30%, quota che scende al 17% con riferimento all’Italia. Comunque rilevanti anche macchinari, metalli di base e prodotti in metallo e, per le Marche in particolare, gli apparecchi elettrici.

Da quanto emerge dagli Uffici ICE dei cinque Paesi, per la Romania l’Italia risulta essere uno dei paesi di maggiore importanza, seconda solo alla Germania, nello specifico le Marche la quinta regione esportatrice subito dopo le più importanti regioni del nord Italia. I principali prodotti che la Romania importa dall’Italia sono caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici, reattori nucleari; macchine, apparecchi e materiale elettrico e loro parti; pelli (diverse da quelle per pellicceria) e cuoio.
Anche per la Bulgaria l’Italia è tra i maggiori fornitori classificandosi al terzo posto dopo Russia e Germania, per prodotti metalmeccanici, tessile-abbigliamento e chimici.
Diverso è il caso dell’Ungheria per la quale l’Italia è al 9° posto nella classifica dei Paesi esportatori. Tra le regioni italiane, stessa posizione anche per le Marche che però hanno riscontrato un incremento del 27% nei primi nove mesi del 2015. Macchinari ed apparecchiature, autoveicoli prodotti della metallurgia i settori più importanti.  
Per la Slovenia invece, l’Italia risulta essere al secondo posto dopo la Germania come Paese fornitore principalmente di  autoveicoli,  prodotti chimici e prodotti metallurgici. Le Marche si posizionano tuttavia al 12° posto tra le regioni italiane esportatrici nel Paese.
Con riferimento alla Croazia, infine, nel 2014 l’Italia si è riconfermata secondo Paese fornitore dopo la Germania esportando principalmente mobili e loro parti, calzature ed abbigliamento, ferro e acciaio.

Numerose le imprese che, nel pomeriggio, hanno preso parte agli incontri bilaterali con i direttori e i responsabili Desk i quali hanno evidenziando qualità dei progetti presentati e riscontrato particolare interesse da parte delle imprese marchigiane verso i mercati esteri più vicini che risultano anche di più facile accesso.